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Olio vegetale esausto nei ristoranti, guida pratica alla raccolta e allo stoccaggio

Spesso si discute molto delle normative riguardo la raccolta, lo stoccaggio e il conferimento degli oli vegetali esausti. Questi passaggi risultano fondamentali per evitare danni all’ambiente dovuti a uno smaltimento scorretto. Ci si sofferma raramente sulle pratiche quotidiane che consentono di ottemperare agli obblighi e alle prescrizioni di legge.

Ogni attenzione in più contribuisce a organizzare al meglio questa attività. Questo approccio permette di rispettare la legge e di ottimizzare l’uso e la gestione dell’olio vegetale nell’attività di ristorazione. La differenza tra una gestione efficiente e una caotica risiede nei dettagli operativi. Bisogna sapere quando cambiare l’olio e come organizzare fisicamente gli spazi. Occorre anche scegliere gli strumenti adatti e coinvolgere il personale. Questi elementi trasformano un obbligo in una efficace routine integrata nel lavoro di ogni giorno.

L’azienda Adriatica Oli fornisce in qualunque momento una consulenza logistica e operativa di valore su questi aspetti.

Quando sostituire l’olio

Chi si occupa di ristorazione chiede spesso quante volte sia possibile riutilizzare l’olio. Non esiste una risposta assoluta o un numero fisso. La durata dipende molto dalle modalità di utilizzo e dalla tipologia di alimenti fritti. La normativa italiana stabilisce che l’olio deve contenere meno del 25% di composti polari. Queste molecole si formano durante la frittura e la loro quantità indica il livello di degradazione dell’olio. Oltre all’uso di strumenti di misurazione tecnica, i sensi permettono di notare alcuni segnali abbastanza facilmente.

I segnali da non ignorare

  • Osserva il colore: l’olio esausto diventa progressivamente più scuro e tende al marrone.
  • Tieni d’occhio la viscosità: l’olio diventa sempre più denso e appiccicoso man mano che si degrada.
  • Attenzione al fumo anomalo: l’olio va cambiato se produce fumo prima di raggiungere la temperatura di frittura di circa 160-180° C.
  • Olio che produce schiuma eccessiva: la formazione di molta schiuma durante la frittura indica una degradazione già avanzata.
  • Olio che emana un odore sgradevole: un aroma rancido o acido segnala in modo inequivocabile che l’olio risulta inutilizzabile.

Qualità dell’olio sempre sotto controllo

Osserva il colore dell’olio ogni mattina prima di accendere le friggitrici. Esegui il test per i composti polari almeno una volta alla settimana nei momenti di utilizzo ordinario. Aumenta la frequenza a due volte alla settimana nei periodi con attività di frittura più intensa.

Documenta i risultati nel registro HACCP con data, valore rilevato ed eventuale sostituzione dell’olio. È buona norma evitare di attendere il raggiungimento della soglia di legge del 25%. Sostituisci l’olio già quando la rilevazione indica tra il 20 e il 22% di composti polari.

La sostituzione dell’olio passo dopo passo

La sostituzione dell’olio richiede attenzione e precise regole di sicurezza. Spegni la friggitrice e lascia raffreddare l’olio fino a una temperatura gestibile. Il liquido deve trovarsi sotto i 60° C per il travaso. Rimuovi i cestelli e i residui di cibo galleggianti con la schiumarola.

Posiziona i contenitori per l’olio esausto vicino alla friggitrice. Assicurati di avere a portata di mano imbuti, guanti resistenti al calore e stracci assorbenti. Travasa l’olio esausto nel contenitore dedicato usando un imbuto. Per sicurezza evita di riempire oltre l’80% della capacità del contenitore.

Pulisci accuratamente la vasca della friggitrice con detergenti specifici. I residui carbonizzati e i depositi viscosi accelerano la degradazione dell’olio nuovo. Asciuga perfettamente la vasca prima di aggiungere il prodotto fresco. Anche piccole quantità d’acqua residue provocano un drastico abbassamento del punto di fumo. Versa l’olio nuovo rispettando il livello indicato dal produttore.

Errori comuni da evitare

Evita sempre la ricolmatura. Aggiungere olio fresco a quello usato rappresenta una pratica errata. Il prodotto nuovo si degrada molto più rapidamente a contatto con quello vecchio. Non travasare mai olio ancora troppo caldo per prevenire ustioni e inalazione di vapori nocivi. Pulisci a fondo la friggitrice se decidi di cambiare tipologia di olio.

Organizzare gli spazi per lo stoccaggio

La scelta adeguata e la preparazione scrupolosa dell’area di stoccaggio risultano punti critici della gestione. Una buona organizzazione permette di evitare rischi e problemi in caso di controlli delle autorità.

Scegli un’area di stoccaggio facilmente accessibile per chi lavora con le friggitrici. Mantieni lo spazio separato dalla zona alimentare dove tieni l’olio nuovo e i cibi. Questa separazione elimina la possibilità di confusione o contaminazione. Il locale deve avere una ventilazione adeguata per evitare la diffusione di cattivi odori. Evita la luce solare diretta e la vicinanza a fonti di calore. Il pavimento deve essere impermeabile e lavabile. Posiziona una vaschetta per la raccolta di possibili gocciolamenti sotto i contenitori.

La scelta dei contenitori

Scegli i contenitori più adatti in base alle quantità di olio esausto prodotte dalla tua attività:

  • Taniche da 20-25 litri: ideali per pizzerie o bar con frittura occasionale perché risultano facili da spostare.
  • Bidoni da 60 litri: rappresentano la soluzione ottimale per ristoranti di medie dimensioni che friggono quotidianamente.
  • Contenitori da 120 litri: necessari per realtà che producono grandi volumi come mense o catene di ristorazione.

Le tecnologie attuali rendono più semplice la gestione degli oli vegetali. Adriatica Oli fornisce contenitori con sensori che rilevano il livello e comunicano il momento del ritiro. Questi sistemi evitano i traboccamenti e permettono di ottimizzare la logistica.

Formare e organizzare il personale

Anche la migliore procedura risulta inutile se il personale non la conosce o non la applica correttamente. Definisci compiti chiari in linea con il ruolo ricoperto in cucina per rendere la gestione fluida ed efficiente.

Chi lavora alle friggitrici controlla l’olio ogni giorno e filtra il prodotto dopo il servizio. Il responsabile di cucina esegue i test sui composti polari e supervisiona lo stoccaggio. Il personale ausiliario trasporta i contenitori pieni e mantiene pulita l’area dedicata. Integra queste azioni in una routine quotidiana per consolidare le buone abitudini lavorative.

La gestione documentale

La gestione corretta dei documenti fa una grande differenza in caso di controlli. Conserva il contratto con il gestore della raccolta firmato da entrambe le parti. Tieni a portata di mano le copie delle autorizzazioni dell’azienda di raccolta e l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali.

Archivia i Formulari di identificazione rifiuto (FIR) in ordine cronologico. Verifica che la quarta copia arrivi entro 90 giorni dal ritiro. Un registro interno volontario aiuta a monitorare le quantità conferite e i numeri dei formulari. Crea una cartella dedicata alla gestione dei rifiuti e suddividila per anni solari. Conserva tutto per almeno 5 anni per massima prudenza. Scarica subito i file dalla PEC per evitare di esaurire lo spazio disponibile nella casella.

Ridurre la produzione di olio vegetale esausto

Ridurre la produzione di olio esausto rende la gestione ancora più semplice. Scegli oli ad alto contenuto di acidi grassi monoinsaturi come l’olio extravergine d’oliva o l’olio di arachidi. Questi prodotti resistono meglio alle alte temperature e si degradano più tardi degli oli di semi vari. Puoi approfondire le specifiche sul sito del CONOE.

Mantieni la temperatura tra i 175 e i 180° C senza mai superare i 180 gradi. Asciuga bene gli alimenti prima della cottura perché l’acqua accelera l’alterazione dell’olio. Aggiungi sale e spezie solo dopo la frittura per non accelerare il degrado chimico. Filtra il liquido ogni giorno e proteggilo dalla luce con contenitori opachi o coprendo le friggitrici.

La gestione dell’olio esausto come valore aggiunto

Gestire correttamente l’olio vegetale esausto dimostra la professionalità del ristoratore. Questa attività fa parte delle migliori pratiche in cucina. Con procedure chiare e un partner affidabile, la gestione richiede solo pochi minuti al giorno. Una struttura organizzata offre vantaggi concreti come il risparmio economico e la sicurezza alimentare. La conformità normativa migliora la reputazione aziendale e aumenta la competitività sul mercato.

Consulta la pagina contatti per richiedere supporto e trasformare un obbligo in una opportunità per la tua attività.