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Gestione dei rifiuti sanitari per tatuatori ed estetisti

Quando si parla di rifiuti sanitari la mente va subito a strutture come ospedali, ambulatori, cliniche, studi medici, dentistici o veterinari. Invece anche attività come centri estetici e studi che eseguono tatuaggi sono soggette alle leggi che regolano questo tipo di rifiuti.

I professionisti che operano in questi settori devono perciò conoscere gli obblighi di raccolta, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti sanitari prodotti nei loro studi.

Vediamo allora quali norme si applicano a tatuatori ed estetisti, quali rifiuti richiedono attenzione e quali sono gli adempimenti burocratici previsti.

Perché la legge equipara questi rifiuti a quelli sanitari?

Il D.P.R. 254/2003, cioè il regolamento sulla gestione dei rifiuti sanitari, include tra i rifiuti sanitari anche i rifiuti speciali prodotti fuori dalle strutture sanitarie vere e proprie. La condizione è che presentino un rischio analogo a quello dei rifiuti pericolosi a rischio infettivo.

Tra le attività che rientrano in questo ambito ci sono, appunto, anche tatuatori ed estetisti. Le norme riguardano in particolare gli oggetti taglienti utilizzati sulla cute, come aghi e lamette. Sangue, liquidi biologici o altri elementi potenzialmente infetti possono infatti contaminare questi strumenti. Ma ci sono anche altri materiali da considerare, vediamoli più nel dettaglio.

I rifiuti tipici di tatuatori ed estetisti

Ogni trattamento effettuato in un centro estetico o in uno studio di tatuaggi lascia dietro di sé materiali da gestire con attenzione. Ecco i più comuni:

  1. aghi da tatuaggio;
  2. punte e aghi per piercing, che ovviamente vanno sostituiti per ogni nuovo cliente;
  3. lamette, rasoi e bisturi monouso usati su pelle o unghie;
  4. garze, cotone e tamponi con tracce di sangue o secrezioni;
  5. guanti monouso contaminati da liquidi o materiali potenzialmente infetti;
  6. accessori monouso per apparecchi laser e IPL;
  7. eventuali farmaci o prodotti scaduti, generalmente non pericolosi ma che comunque rientrano nella categoria dei rifiuti speciali;
  8. flaconi e altri contenitori di prodotti come disinfettanti o altre soluzioni chimiche, di cui parleremo più avanti.

Apparecchi laser e IPL sono rifiuti spesso sottovalutati

In molti centri estetici, le tecnologie al laser e a luce pulsata (IPL) sono alla base di diversi trattamenti, come l’epilazione permanente, la rimozione di tatuaggi e il fotoringiovanimento. Nel corso di ogni seduta si utilizzano cristalli, punte o filtri monouso a diretto contatto con la pelle. Se potenzialmente contaminati, questi accessori seguono le disposizioni previste per i rifiuti sanitari a rischio infettivo.

C’è poi la questione dell’apparecchio in sé, che una volta giunto a fine vita (oppure in conseguenza di un guasto) diventa un RAEE. Il trattamento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche rientra nel D.Lgs. 49/2014, che ne prevede il conferimento a un centro di raccolta autorizzato. Di norma, secondo la normativa RAEE, puoi consegnare il vecchio apparecchio al rivenditore di quello nuovo.

Contenitori e tempi di stoccaggio per i rifiuti sanitari

Per la raccolta dei rifiuti a rischio infettivo servono contenitori omologati. Lo scatolone in cartone rigido, con sacco interno in plastica, raccoglie i materiali solidi non taglienti, come garze e cotone. L’agobox raccoglie gli oggetti che pungono o tagliano, come aghi da tatuaggio, lamette e punte per il piercing. Se lo studio produce liquidi biologici, serve anche una tanica a chiusura ermetica. Puoi approfondire come sceglierli e usarli in questo articolo dedicato ai contenitori per rifiuti sanitari.

Per i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo, il deposito temporaneo deve rispettare i termini previsti dal D.P.R. 254/2003. Sono 30 giorni dalla chiusura del contenitore per quantitativi non superiori a 200 litri, mentre oltre i 200 litri il limite scende a 5 giorni.

Inchiostri e normativa REACH sullo smaltimento

Un altro aspetto specifico riguarda inchiostri e pigmenti. Il REACH è il regolamento dell’Unione Europea, in vigore dal 2007, varato per proteggere la salute umana e l’ambiente dai rischi legati alle sostanze chimiche.

Il provvedimento introduce restrizioni per migliaia di sostanze chimiche usate nelle miscele per tatuaggio e trucco permanente, quando presenti oltre determinate concentrazioni. L’elenco delle sostanze si aggiorna nel tempo. Per esempio, dal 4 gennaio 2023 il divieto si è esteso anche ai pigmenti Blu 15:3 e Verde 7.

Chi ancora dovesse avere delle scorte di inchiostri e pigmenti non più conformi alla normativa vigente deve smaltirli secondo le disposizioni del D.Lgs. 152/2006 (il Testo Unico Ambientale).

E i prodotti chimici dei centri estetici?

Un centro estetico utilizza ogni giorno smalti, solventi per unghie, tinture e decoloranti per capelli. Una volta esaurito il prodotto, i suoi residui sono rifiuti speciali a tutti gli effetti. Alcuni, come l’acetone o certi solventi concentrati, possono rientrare anche tra i pericolosi.

La classificazione di ogni prodotto dipende dalla sua composizione chimica, che trovi nella scheda di sicurezza (SDS). Perciò conviene sempre conservare le schede di sicurezza di tutti i prodotti che usi nello studio. Sono infatti lo strumento più affidabile per classificare correttamente ogni rifiuto.

Tra burocrazia e semplificazione

Per chi lavora in questi settori e in altri simili c’è una buona notizia. L’articolo 69 della legge 221/2015, il cosiddetto Collegato ambientale, ha introdotto un regime semplificato. In vigore dal 2 febbraio 2016, riguarda estetisti, tatuatori, piercer e categorie affini. Chi rientra in questo regime non deve tenere il registro di carico e scarico e non deve presentare nemmeno la dichiarazione MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale).

Per assolvere questi obblighi basta conservare i formulari di trasporto. La norma consente inoltre il trasporto in conto proprio dei rifiuti pericolosi, con il limite di 30 kg al giorno, verso un impianto autorizzato allo smaltimento. La semplificazione infatti guarda soprattutto alle attività di piccole dimensioni, con volumi di rifiuti contenuti.

RENTRI 2026, le novità per tatuatori ed estetisti

Per quanto riguarda il RENTRI, cioè il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, il quadro è cambiato proprio di recente. La Legge di Bilancio 2026 ha modificato l’articolo 188-bis del D.Lgs. 152/2006 (TUA), escludendo dall’obbligo di iscrizione al RENTRI le attività del settore benessere. Parliamo di acconciatori, estetisti, tatuatori e piercer, individuati dai relativi codici ATECO.

L’esclusione dal RENTRI non significa, ovviamente, assenza di responsabilità. Resta infatti l’obbligo di affidare i propri rifiuti a operatori autorizzati e di rispettare le prescrizioni della normativa ADR (l’Accordo europeo relativo al trasporto internazionale su strada delle merci pericolose). Rimane anche l’obbligo di conservare i formulari di identificazione del rifiuto, in versione cartacea, per almeno tre anni dalla data del trasporto.

Una checklist per restare in regola

Alcuni punti da tenere sempre sotto controllo:

  1. I contenitori per i rifiuti sanitari sono conformi ai requisiti richiesti e del tipo corretto per ogni rifiuto?
  2. Nessun contenitore supera i tempi massimi di deposito temporaneo previsti dalla legge?
  3. Il fornitore del servizio di ritiro è autorizzato al trasporto di rifiuti pericolosi?
  4. Conservi i formulari di trasporto in ordine cronologico, per almeno tre anni?
  5. Inchiostri e pigmenti rispettano i limiti del Regolamento REACH?
  6. Gli apparecchi laser o IPL dismessi finiscono come RAEE e non tra i rifiuti ordinari?

Scegli un partner esperto per la gestione rifiuti

Gestire correttamente i rifiuti in uno studio di tatuaggi o in un centro estetico richiede attenzione costante. Inoltre le norme cambiano nel tempo (come abbiamo visto nel caso del RENTRI e del REACH), e non è facile essere sempre aggiornati.

La Divisione ECOsan di Adriatica Oli segue da tempo tatuatori e centri estetici per la corretta gestione dei rifiuti sanitari:

  1. fornisce i contenitori omologati più adatti a ogni tipologia di rifiuto prodotto;
  2. organizza ritiri programmati, con le modalità e la flessibilità richieste dalle dimensioni dell’attività;
  3. compila il formulario di trasporto a ogni passaggio;
  4. offre consulenza pratica sugli obblighi normativi del settore per la gestione dei rifiuti.

Contatta ora ECOsan, la gestione dei rifiuti sanitari per la tua attività non sarà mai più un problema!