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La raccolta differenziata degli oli vegetali esausti prodotti dalle famiglie

Negli ultimi anni i temi legati all’ambiente e alla sostenibilità sono stati fortemente divulgati dai media nazionali e molte sono state le campagne di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata. Quella dell’olio vegetale esausto, però, è ancora poco conosciuta nel contesto italiano e sono ancora in molti a non avere idea di quanto questo rifiuto (che poi rifiuto non è) possa essere inquinante. 

Lo scorretto smaltimento dell’olio, infatti, causa importanti danni ambientali, oltre che economici. Basta pensare che 4 lt di olio vegetale esausto inquinano una superficie d’acqua grande come un campo di calcio. Grazie alla raccolta differenziata, invece, l’olio può essere recuperato e trasformato in nuove risorse come inchiostri, saponi e biodiesel.

Il contesto italiano e i dati della raccolta degli oli vegetali esausti

In Italia sono due i consorzi nazionali per l’olio vegetale esausto, CONOE e RENOILS, che hanno il compito di organizzare e controllare tutta la filiera nazionale e di rendere consapevole la totalità dei cittadini sulla necessità inderogabile di proseguire tutti insieme nell’azione di tutela ambientale.

Avviare al recupero gli oli vegetali esausti è molto importante. Ricordiamo che la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ha realizzato uno studio per il CONOE in cui si evidenzia che l’uso dei biocarburanti ha notevoli vantaggi ambientali rispetto all’uso di carburanti derivanti dal petrolio

Nel 2017, ad esempio, nella sola filiera CONOE sono state prodotte ben 60 mila tonnellate di biocarburante con gli oli vegetali esausti. L’attività di raccolta e produzione del biocarburante ha evitato, rispetto alle stesse operazioni per produrre lo stesso quantitativo di diesel di origine fossile, l’emissione in atmosfera di quasi 188 mila tonnellate di anidride carbonica equivalente. 

E lo stesso vale per il consumo di acqua. Con il biodiesel prodotto nel 2017 nella filiera CONOE, infatti, si è ottenuto un risparmio idrico netto di circa 78 mila metri cubi di acqua rispetto a quanto sarebbe stato consumato per produrre lo stesso quantitativo di diesel di origine fossile.

Da fare c’è ancora tanto e purtroppo nel contesto italiano sono molteplici le difficoltà da affrontare. Nel 2017 si stima siano state prodotte circa 260 mila tonnellate di oli vegetali esausti in Italia, di cui 166 mila tonnellate (64%) derivanti dalle famiglie e 94 mila tonnellate (36%) dai settori professionali (industria, ristorazione e artigianato). Dei quantitativi prodotti sul territorio nazionale, il CONOE ha raccolto nello stesso anno 72.000 tonnellate di oli, che ha avviato al recupero per il 90% per la produzione di biodiesel. 

Analizzando questi dati, ad esempio, salta subito all’occhio la quantità di olio che viene ancora disperso soprattutto in ambito domestico e, quindi, l’enorme potenziale che si potrebbe ottenere intercettando l’olio vegetale esausto prodotto proprio dalle famiglie.

Nel 2004 a ideare il servizio di raccolta differenziata degli oli vegetali esausti in ambito domestico è stata proprio Adriatica Oli e oggi possiamo dire di aver raggiunto ottimi risultati nell’area del centro Italia. 

 

Ma altrove, a parte qualche sporadica iniziativa locale, esiste quella capillarità che servirebbe?

No, perché le modalità di gestione della raccolta differenziata dei rifiuti urbani sono molteplici e le peculiarità proprie del servizio “porta a porta”, con la tendenza a eliminare i contenitori di prossimità, non rendono certamente facile la gestione della raccolta degli oli vegetali esausti.

Anche le attività e i progetti virtuosi dei due consorzi nazionali risultano difficoltosi da intraprendere: occorrerebbe una regolamentazione complessiva per orientare il lavoro di tutti gli operatori del settore verso una direzione univoca con un unico obiettivo.

Nel territorio italiano, inoltre, le aziende autorizzate alla raccolta degli oli vegetali esausti sono centinaia, ma quelle che conoscono tutte le dinamiche del settore, per un servizio davvero efficiente rivolto alla cittadinanza, sono davvero poche.

Ecco perché noi di Adriatica Oli vogliamo metterci a disposizione di pubbliche amministrazioni, municipalizzate e comuni di tutta Italia per progettare e realizzare insieme un servizio di raccolta differenziata degli oli vegetali esausti davvero efficiente, che tenga conto degli obiettivi, delle necessità e della realtà locale. 

In particolare, ci occupiamo di: sviluppare piani di implementazione della raccolta degli oli vegetali esausti prodotti dai cittadini, posizionare i contenitori sul territorio e effettuare tutte le operazioni per la raccolta dell’olio. 

Terminate queste attività, l’olio viene trattato direttamente nell’impianto aziendale situato nelle Marche e successivamente avviato al recupero per essere trasformato in nuove risorse.

 

Raccolta Oli vegetali esausti nei comuniIl nostro, quindi, vuole essere un servizio completo che accompagna e orienta i nostri partner in ogni fase della complessa gestione di questo meccanismo di raccolta, dallo studio alla realizzazione del progetto, comprese le attività di comunicazione per informare i cittadini.

Adriatica Oli, infatti, ha un’esperienza di oltre 15 anni in questo tipo comunicazione ambientale e oggi, con il supporto dell’agenzia GoodCom, organizza campagne di sensibilizzazione on e offline su tutto il territorio nazionale, coinvolgendo Scuole, Comuni, Istituzioni e Aziende sui temi legati all’economia circolare, alla tutela dell’ambiente e alla raccolta differenziata degli oli vegetali. 

Obiettivo finale è educare, coinvolgere e interessare l’opinione pubblica su queste tematiche e fare in modo che la raccolta differenziata dell’olio diventi un comportamento consuetudinario, una sana abitudine al pari di quanto avviene già per altri materiali come la plastica o la carta.

 

Vuoi ricevere una consulenza gratuita per la corretta gestione della raccolta degli oli vegetali esausti per il tuo comune o azienda municipalizza?

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